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Unicobas vince in Cassazione

by Unicobas Lombardia
Unicobas Cassazione

Unicobas vince in Cassazione.

Vittoria Unicobas in Cassazione: diritti sindacali. Ministero dell’Istruzione e sindacati di stato, anticostituzionali per principio

Con un accordo “quadro” sottoscritto in sede Aran (ed in pieno conflitto d’interessi) da Cgil, Cisl, Uil, Snals-Confsal, Gilda-Fgu, Anief e Ministero hanno pattuito di riservare ai propri apparati di casta non solo le aspettative retribuite (2mila nel pubblico impiego), ma persino quelle che non danno luogo a nessuna retribuzione.

Nel 2016 al sottoscritto, segretario nazionale dell’Unicobas, venne negata la possibilità di essere collocato in aspettativa non retribuita per poter assolvere il mandato sindacale. Per questo usufruii di un anno sabatico per motivi di studio, sempre senza stipendio e con contributi a mio carico.

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Ma, previo ricorso, il Tribunale di Roma statuì che il contratto nazionale quadro sui permessi sindacali non può in alcun modo aggirare quanto previsto dalla L. 300/70 (Statuto dei Lavoratori)

che prevede l’aspettativa non retribuita per i membri degli organi statutari dirigenti di qualsiasi organizzazione sindacale,

sottolineando che trattasi di “…norma applicabile a tutti i lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali … certamente di carattere imperativo (in quanto attinente a diritti indisponibili) e quindi non derogabile dalla contrattazione collettiva”.

Una prima, bella “bastonata” per mala politica e mala “rappresentanza” sindacale.

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Successivamente un’altra sentenza ha respinto il ricorso in opposizione prodotto dal Miur (Gabinetto del Ministro Fedeli), confermando quanto stabilito in precedenza e condannando il Ministero anche al pagamento delle spese (4.039 euro). La L. 300/70 è molto chiara: l’aspettativa non retribuita spetta ai membri degli organi statutari dirigenti di qualsiasi organizzazione sindacale.

Come dice anche la seconda sentenza: “Trattasi infatti di un diritto riconosciuto a tutela della libertà sindacale del lavoratore ed alla libera applicazione delle relative attività, costituzionalmente garantito (cfr. artt. 39 e 51 Costituzione), che non è suscettibile di limitazioni o discriminazioni”.

Ma il dicastero dell’Istruzione, pur “recidivo”, pur cambiando ministro, ha continuato a sostenere che l’aspettativa sindacale non retribuita spettasse, come per quelle a carico dello Stato (e dei contribuenti) solo alle OoSs firmatarie di contratto (Sic!) e “maggiormente rappresentative”.

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Segnalo che questa “rappresentatività” è calcolata in base alle elezioni Rsu che consentono ai lavoratori di votare solo le liste presenti nella singola scuola, elezioni frammentate e senza lista nazionale e senza che i sindacati di base possano tenere assemblee in orario di servizio per trovare candidati o presentare il proprio programma, quando li trovano.

Così il contenzioso legale è andato avanti, e il 10.5.22 la Corte d’Appello di Roma, infischiandosene come uno dei suoi predecessori anche di una precedente sentenza della Cassazione (la n.° 9567 del 2005), ha ritenuto di nuovo “derogabile” lo Statuto dei Lavoratori, confondendo la distribuzione dei distacchi a carico dello stato derivanti dalla “rappresentatività” calcolata a parte secondo le norme, con quelli non retribuiti che invece la legge prevede per i membri di organismi statutari di qualsiasi sindacato.

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Ma alla fine ha fatto giustizia e chiuso il cerchio la Corte di Cassazione che, con sentenza pubblicata il 9 febbraio 2026, ha rimandato alla Corte d’Appello quell’ultima decisione negativa perché venga riformata. L’art. 31 della L. 300/70 è inderogabile e non può venire negato da contratti relativi alla distribuzione dei distacchi onerosi discriminati dalla (cosiddetta) “rappresentatività”. Una vittoria senza opacità (e che fa giurisprudenza) per l’Unicobas Scuola, ancora assistito dall’Avv. Giovanni Angelozzi del Foro di Roma.

Difficile oggi continuare a tacere. Quest’abuso deve finire!

Una lezione anche per tutti quei “costituzionalisti di Sua Maestà” (ben radicati anche dentro una certa “sinistra” ormai ridotta alla frutta), sinora assolutamente muti a fronte di tali vergogne anche perché legati a doppio filo a quelle stesse Confederazioni (Cgil in primis) che, con il gioco delle parti, negli ultimi 30 anni hanno garantito come contropartita l’imposizione sui lavoratori dell’austerità voluta dalla “Troika”, il massacro degli stipendi, delle pensioni e del welfare.

Stefano d’Errico

(Segretario nazionale Unicobas)

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